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Cera d'api vergine in pani

Cera d'api vergine in pani

La cera d'api vergine si presenta in pani di colore variabile che vanno dal giallo chiaro al bruno e si riscontra la sua presenza nelle più svariate ricette per il restauro di opere d'arte.
La cera d'api vergine, infatti, viene impiegata nella lucidatura, verniciatura, stuccatura, foderatura, stesura del colore, eccetera.
La cera d'api in pani è utilizzata per la preparazione della cera a caldo (encausto) secondo le ricette tradizionali. Per migliorarne le caratteristiche di resistenza e lucidabilità, la cera d'api viene unita alla cera carnauba, pregiata cera vegetale.

Cera d'api vergine in pani

SCHEDA TECNICA

Confezione da 250 gr. € 5,00
Confezione da 1 kg. € 14,50
Confezione da 5 kg. € 63,50
Confezione da 25 kg. € 273,50

Istruzioni per l'uso

PREPARAZIONE DELL'ENCAUSTO CON CERA D'API VERGINE
L'impiego principale della cera d'api consiste nel proteggere ("encausto") i mobili dalla polvere e dall'umidità, conferendo ad essi un aspetto lucido che valorizza la vena del legno.

Come si fa l'encausto: basta acquistare cera d'api vergine, cera di Carnauba che serve per dare brillantezza ed essenza di trementina per far acquistare alla cera aspetto pastoso.
La cera d'api vergine si presenta in pani di colore variabile che vanno dal giallo chiaro al bruno.

Si procede così: riscaldare su un fornello elettrico in un pentolino per bagnomaria in rame oppure in un pentolino per bagnomaria in alluminio circa 120 gr. di cera d'api ridotti in piccoli pezzi, ai quali aggiungere 80 gr. di cera carnauba. Scaldare il tutto ad una temperatura non superiore a 80-90°C. Quando la cera è liquida si aggiungono 800 ml di essenza di trementina o limonene e si mescola ancora. Per controllare con esattezza la temperatura del composto, consigliamo di avvalersi di un termometro digitale con sonda oppure di un moderno termometro a infrarossi.
La concentrazione suggerita non deve essere intesa come assoluta. In termini di massima legni duri richiedono un prodotto più diluito, mentre i legni teneri si lucidano con un prodotto più concentrato. Può insegnare solo l'esperienza. Naturalmente potete e dovete fare alcune prove per valutare la concentrazione migliore.
E' meglio se effettuate la diluizione utilizzando un fornellino elettrico per non incorrere in problemi con la trementina (altamente infiammabile). La trementina non deve assolutamente schizzare sul fuoco.
Quando l'impasto è omogeneo togliete dal fuoco e versatelo con cautela in vasi di vetro e attendete che si raffreddi. A questo punto potete chiudere i contenitori ermeticamente e conservarli al buio. Questa cera dovrà essere riscaldata tutte le volte prima dell'applicazione.

Ecco come applicare la cera: si cosparge con un pennello piatto la cera fluida sulla superficie da trattare (un po' per volta). Dopo averla lasciata agire per un po' si prende un panno (caldo) e si strofina energicamente fino a quando comincia ad apparire la lucentezza propria di questa lucidatura. Ricordate che un mobile lucidato a cera perde facilmente la sua brillantezza perché la cera, a causa dello sfregamento, del tempo, ecc. si consuma, per cui è necessario provvedere ogni tanto ad un rinvigorimento del mobile con un'altra lucidatura.

UTILIZZO DELLA CERA D'API PER INCOLLARE LE VOCI E LE VALVOLE DEGLI ORGANETTI E FISARMONICHE
Mettere in uno scaldacolla per bagnomaria in rame oppure in uno scaldacolla per bagnomaria in alluminio 1 kg di cera d'api vergine ed aggiungere 300 gr. di colofonia (pece greca). Con l'aiuto di uno fornello elettrico scaldare il tutto ad una temperatura non superiore a 50/60°C. Grazie al calore i due componenti si scioglieranno e sarà quindi possibile amalgamarli fino ad ottenere un composto omogeneo.
A questo punto consigliamo di aggiungere il 5% di olio di lino cotto (65 gr. ca.) e rimescolare accuratamente.
Il composto così ottenuto deve essere utilizzato a caldo ed è pronto per incollare le voci alle soniere degli organetti nonché i meccanismi metallici alle valvole.

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