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Vendita on line ETHOMEEN C12 - tensioattivo etossilato per restauro

ETHOMEEN C12 - tensioattivo etossilato per restauro

ETHOMEEN C12 - tensioattivo etossilato per restauro

DESCRIZIONE DEL ETHOMEEN C12 - TENSIOATTIVO ETOSSILATO PER RESTAURO

ETHOMEEN C12 è un’ammina terziaria etossilata ad alta purezza, derivata da ammine di cocco primarie, ampiamente utilizzata nei laboratori di conservazione e restauro per la formulazione di solvent-gel selettivi, impiegati nella pulitura controllata di superfici policrome sensibili.

La sua struttura chimica consente di stabilizzare solventi apolari o poco polari (come white spirit, ligroina, toluene o limonene), migliorandone la dispersione nel gel e rendendo possibile un’applicazione localizzata e sicura. Questo permette di rimuovere sporco, vernici alterate o sostanze ossidate da dipinti, sculture o superfici decorate senza danneggiare il supporto originale.

Campi di applicazione nel restauro del ETHOMEEN C12
ETHOMEEN C12 è impiegato in particolare per:

  • Pulitura selettiva di dipinti su tela o tavola, affreschi, sculture policrome, dorature e reperti archeologici;
  • Formulazione di gel solventi a base di idrocarburi alifatici e aromatici (white spirit, toluene, ecc.);
  • Interventi su superfici sensibili all’acqua, dove è fondamentale controllare la migrazione dell’umidità verso il supporto;
  • Tecniche di “gel cleaning” in accordo con i protocolli di pulitura a basso impatto sviluppati a livello internazionale.

Caratteristiche Tecniche del ETHOMEEN C12

  • Aspetto: Liquido ambrato
  • Densità a 20°C: 0,910 g/cm³
  • Viscosità a 20°C: 150 mPa·s
  • Punto di infiammabilità: >100°C
  • Principio attivo: Ammina terziaria etossilata da cocco
  • Contenuto di principio attivo: 100%
  • Solubilità:
    • Disperdibile al 5% in:
      • Etanolo
      • Isopropanolo
      • White spirit
      • Ligroina
      • Xilolo
    • Disperdibile in acqua
  • Stabilità: Stabile a temperatura ambiente; conservare in luogo fresco e ben chiuso

 

NOCIVO NOCIVO INFIAMMABILE Classificazione secondo il regolamento (CE) N. 1272/2008 [CLP] Tossicità acuta, categoria 4 H302 Nocivo se ingerito. Corrosione cutanea, categoria 1B H314 Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari. Lesioni oculari gravi, categoria 1 H318 Provoca gravi lesioni oculari. Pericoloso per l’ambiente acquatico, tossicità acuta, categoria 1 H400 Molto tossico per gli organismi acquatici. Pericoloso per l’ambiente acquatico, tossicità cronica, categoria 1 Molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata. H410 Indicazioni di pericolo: H302 Nocivo se ingerito. H314 Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari. H410 Molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.. Consigli di prudenza:P101 In caso di consultazione di un medico, tenere a disposizione il contenitore o l'etichetta del prodotto. P102 Tenere fuori dalla portata dei bambini. P260 Non respirare la polvere / i fumi / i gas / la nebbia / i vapori / gli aerosol. P273 Non disperdere nell’ambiente. P280 Indossare guanti / indumenti protettivi e proteggere gli occhi / il viso. P301+P312 IN CASO DI INGESTIONE: contattare un CENTRO ANTIVELENI / un medico / . . . / in caso di malessere. P405 Conservare sotto chiave. P501 Smaltire il prodotto / recipiente in . . . N. CE: 263-163-9.

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ETHOMEEN C12 - tensioattivo etossilato per restauro

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Istruzioni per l'uso

MODALITA' D'USO DEL ETHOMEEN C12 - TENSIOATTIVO ETOSSILATO PER RESTAURO

Per ottenere un gel pulente stabile, omogeneo e controllabile, utile nella pulitura selettiva di superfici sensibili, si consiglia la seguente procedura (dosi indicative per 100 ml di solvente):


Preparazione di un gel pulente standard
(idoneo per superfici policrome, dorature, affreschi, ecc.)
1. Disperdere il gelificante

  • In un contenitore pulito, miscelare 10 ml di ETHOMEEN C12 con 1–2 g di acido poliacrilico (Carbopol o simili).
  • Amalgamare con spatola o agitatore fino a ottenere un impasto omogeneo e privo di grumi.

2. Aggiungere il solvente

  • Versare gradualmente il solvente da gelificare (es. white spirit, toluene, limonene, Shellsol D40…), mescolando costantemente.
  • Si otterrà progressivamente una dispersione viscosa.

3. Attivare la gelificazione

  • Aggiungere infine circa 5 ml di acqua demineralizzata, che favorisce l’attivazione del Carbopol e l’azione dell’ETHOMEEN C12.
  • Mescolare fino a ottenere un gel stabile nelle condizioni operative.

Nota tecnica: in caso di solventi totalmente apolari, aumentare la quantità di ETHOMEEN C12 fino a 15–20 ml ogni 100 ml di solvente, per migliorare la compatibilità e la stabilità del gel.


Modalità di applicazione

  • Applicare il gel con pennello morbido o con tamponi in cotone idrofilo.
  • Lasciare agire da 30 secondi a qualche minuto, in base alla sensibilità della superficie.
  • Rimuovere con:
    • tamponi asciutti o leggermente inumiditi con solvente puro (white spirit, ligroina),
    • carta giapponese o TNT per superfici particolarmente delicate.

Altre modalità d’uso e variazioni formulative
(impieghi riportati da letteratura specialistica e prassi di laboratorio)

Queste modalità non sono fornite o certificate dal produttore di ETHOMEEN C12, ma derivano da esperienze documentate in ambito conservativo (es. Getty Conservation Institute, Wolbers, CSGI) e dalla pratica sperimentale nei laboratori di restauro.ù

  1. Gel bifasici – per strati misti o sporchi complessi
    È possibile realizzare gel composti da una fase organica e una quota acquosa, utilizzando ETHOMEEN C12 come mediatore di fase.
    La gelificazione può essere ottenuta con Carbopol o Pemulen TR-2, modulando la viscosità in funzione dell’applicazione.
  2. Aggiunta di chelanti o additivi funzionali
    Si possono aggiungere, in concentrazioni molto basse (0,5–1%), agenti chelanti come EDTA o citrato di sodio, per facilitare la rimozione di residui salini o incrostazioni calcaree.
    Queste aggiunte vanno sempre testate preliminarmente per evitare interazioni indesiderate con i materiali originali.
  3. Formulazioni a basso residuo per supporti sensibili
    Su superfici altamente assorbenti (carta, cuoio, legno non trattato), si suggerisce di ridurre ETHOMEEN C12 a 5 ml ogni 100 ml di solvente, preferendo solventi a bassa tensione superficiale (ligroina, Shellsol A).
  4. Gel a base acquosa (idrogel)
    Sebbene ETHOMEEN C12 sia usato principalmente in solvent-gel, in alcuni casi può essere inserito in sistemi gelificati a base acquosa (con Agar-Agar o Klucel G).
    Queste formulazioni possono essere utili per mobilizzare colle proteiche o sporchi idrosolubili, ma l’efficacia va verificata con prove preliminari.

Nota generale
Le indicazioni sopra riportate hanno carattere orientativo e si riferiscono a prassi comunemente adottate in ambito conservativo.
Si raccomanda sempre di effettuare test su aree campione e di valutare attentamente la compatibilità con il supporto e i materiali originali prima di procedere su superfici estese.

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