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Acetato di butile

Acetato di butile

DESCRIZIONE DELL’ACETATO DI BUTILE

L’acetato di butile è un solvente organico a media polarità, noto per la sua elevata biodegradabilità e per il giusto equilibrio tra potere solvente, volatilità controllata e bassa ritenzione nei materiali. Si presenta come un liquido limpido e incolore, con un caratteristico odore fruttato percepibile anche a basse concentrazioni.

Grazie alla sua compatibilità con un'ampia gamma di resine sintetiche (acriliche, nitrocellulosiche, polivinilacetati) e naturali (mastice di Chios, sandracca, gomma elemi Manila, colofonia) non invecchiate, l’acetato di butile è frequentemente utilizzato nel restauro artistico per preparare vernici, consolidanti (es. con Paraloid B72) o soluzioni solventi su misura.
La sua volatilità intermedia lo rende ideale quando è necessario un tempo di lavoro adeguato, senza lasciare residui persistenti che possano alterare superfici delicate.

Impieghi nel restauro d’arte
Grazie alle sue proprietà chimico-fisiche, l’acetato di butile è largamente impiegato nel restauro di superfici policrome e materiali lapidei, per operazioni di:

  • Rimozione selettiva di vernici e graffiti, anche da supporti difficili come metalli e pietre naturali (es. cartelli stradali, monumenti, facciate storiche);
  • Solubilizzazione e stesura di resine acriliche, come Paraloid (tutti i tipi), Plextol B500, Elvacite e altre;
  • Preparazione di vernici a base di Laropal A81 o mastice Maimeri, usate per ritocchi pittorici e verniciature protettive;
  • Formulazione di miscele solventi a lento rilascio, per interventi delicati su superfici sensibili, riducendo il rischio di danni meccanici o cromatici.

È inoltre utile per la rimozione controllata di pellicole pittoriche alterate, applicato in forma addensata con etilcellulosa all’8%, per agire in maniera localizzata e superficiale.

Sostanze solubilizzate
L’acetato di butile risulta efficace nel solubilizzare:

  • Resine nitrocellulosiche (vernici “alla nitro”)
  • Resine acriliche (Paraloid, Plextol B500)
  • Polivinilacetati
  • Polistirolo
  • Laropal A81
  • Klucel G (parzialmente)
  • Resine naturali fresche o poco invecchiate: colofonia, elemi, mastice di Chios, sandracca, copali di Manila
  • Dammar (parzialmente)

Non agisce su acetato di cellulosa, gommalacca, PVC e cere.

Utilizzi specifici

  • Rimozione di graffiti su superfici porose: applicare l’acetato di butile in forma addensata e lavorare con pennellino, poi rimuovere con cotone e risciacquare con solvente.
  • Rimozione di graffiti su superfici non porose (metallo, vetro, ceramica): usare in forma libera, eventualmente con interposizione di carta assorbente.
  • Regolazione della volatilità: può essere miscelato con etil lattato (fino al 20%) per rallentarne l’evaporazione.

Può essere utilizzato anche in alternativa alla butilammina, risultando meno tossico e più gestibile nelle operazioni di laboratorio o cantiere.

INFIAMMABILENOCIVOClassificazione secondo il regolamento (CE) N. 1272/2008 [CLP] Flam. Liq. 2 ; H225 - Liquidi infiammabili : Categoria 2 ; Liquido e vapori facilmente infiammabili. Eye Irrit. 2 ; H319 - Lesioni oculari gravi/irritazioni oculari gravi : Categoria 2 ; Provoca grave irritazione oculare. STOT SE 3 ; H336 - Tossicità specifica per organi bersaglio (STOT) — esposizione singola : Categoria 3 ; Può provocare sonnolenza o vertigini. Indicazioni di pericolo: H225 Liquido e vapori facilmente infiammabili. H319 Provoca grave irritazione oculare. H336 Può provocare sonnolenza o vertigini. Consigli di prudenza: P210 Tenere lontano da fonti di calore, superfici calde, scintille, fiamme libere o altre fonti di accensione. Non fumare. P233 Tenere il recipiente ben chiuso. P312 In caso di malessere, contattare un CENTRO ANTIVELENI/un medico. P337+P313 Se l'irritazione degli occhi persiste, consultare un medico. P403+P235 Conservare in luogo fresco e ben ventilato. P405 Conservare sotto chiave.

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Acetato di butile

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MODALITA' D'USO DELL’ACETATO DI BUTILE

L’acetato di butile è un solvente organico a media polarità, facilmente biodegradabile, caratterizzato da buon potere solvente, volatilità intermedia e bassa ritenzione. Si presenta come un liquido limpido e incolore dall’odore fruttato e risulta compatibile con un’ampia gamma di resine sintetiche e naturali non invecchiate.
Nel restauro d’arte trova impiego in diverse fasi operative, risultando particolarmente utile in interventi che richiedono una azione delicata e selettiva, come su superfici policrome, dorature, vernici ossidate e pellicole pittoriche fragili.


1. Preparazione di vernici finali e consolidanti
L’acetato di butile è comunemente utilizzato come solvente per resine sintetiche (es. Paraloid B72, B44) e resine naturali (sandracca, mastice di Chios, elemi), impiegate per la produzione di vernici protettive o consolidanti.

  • Dosaggio indicativo: 20–40% di resina in peso rispetto al solvente, a seconda della viscosità desiderata.
  • Applicazione: a pennello, a spruzzo fine o per immersione, su superfici asciutte e pulite.
  • Vantaggi: grazie alla sua evaporazione più lenta rispetto ad altri solventi acetati, consente una maggiore distensione del film e una stesura uniforme, riducendo fenomeni di velatura o striature.

2. Preparazione e uso del consolidante Paraloid B72 al 5%
Per il consolidamento di superfici pittoriche fragili, strati preparatori decoesi o materiali archeologici, è spesso consigliata una soluzione leggera di Paraloid B72 al 5% in acetato di butile.
Preparazione della soluzione:

  • Pesare 5 g di Paraloid B72 (in granuli) e versarli lentamente in 95 ml di acetato di butile.
  • Mescolare a temperatura ambiente fino a completa dissoluzione (circa 1–3 ore).
  • Una volta pronta, filtrare con carta da laboratorio per eliminare eventuali impurità.

Modalità di applicazione:

  • Per capillarità: con pipetta o pennellino morbido su superfici porose o decoese.
  • A pennello: per trattamenti localizzati.
  • A spruzzo: su superfici estese, in strati sottili e progressivi.
  • A siringa: per microiniezioni in fessurazioni o zone sollevate.

Questa concentrazione rappresenta un buon compromesso tra efficacia consolidante, penetrazione del prodotto e reversibilità dell’intervento.


3. Pulitura selettiva di superfici policrome
In combinazione con altri solventi (es. acetone, etanolo, acetato di etile), l’acetato di butile può essere usato in impacchi o gel rigidi per la rimozione controllata di vernici alterate, ridipinture o strati protettivi ossidati.

  • Tecnica consigliata: impiego di tamponi di cotone idrofilo, carta giapponese o gel a base di Agar o Klucel G, applicati in modo selettivo sulla superficie da trattare.
  • Controlli preliminari: sempre raccomandata una prova di sensibilità su area non significativa, per verificare la tenuta degli strati originali.

4. Amalgama e rigenerazione di film pittorici fragili
In interventi su superfici pittoriche essiccate, screpolate o parzialmente sollevate, l’acetato di butile può essere utilizzato per ammorbidire e riallineare frammenti di pellicola pittorica, in particolare quando combinato con alcoli o chetoni.

  • Applicazione:
    • Per nebulizzazione leggera, al fine di reidratare il film pittorico in modo controllato.
    • Con microspatole riscaldate o strumenti ad aria calda, per facilitare la reintegrazione fisica della pellicola.

Questo tipo di intervento va sempre condotto sotto osservazione ottica ingrandita e previa valutazione dei materiali coinvolti.


Precauzioni d’uso

  • Utilizzare in ambienti ben ventilati.
  • Indossare guanti e maschera con filtro per vapori organici.
  • Evitare il contatto diretto con la pelle e l’inalazione dei vapori.
  • Conservare in contenitori ben chiusi, lontano da fonti di calore o fiamme libere: il prodotto è infiammabile.

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