L’Alcool Benzilico (C6H5CH2OH) è un alcool aromatico primario ad alta purezza, impiegato come solvente selettivo in numerose applicazioni specialistiche nel campo del restauro di opere d’arte, dipinti, materiali lapidei e supporti lignei.
Si presenta come un liquido limpido, incolore, dall’odore leggermente balsamico, con un punto di ebollizione relativamente elevato (~205 °C) e una bassa tensione di vapore, caratteristiche che ne rendono l’evaporazione lenta e controllata: qualità molto apprezzata nelle operazioni che richiedono un’azione prolungata e localizzata, senza rapida volatilizzazione.
Impieghi nel restauro dell'alcool benzilico
Grazie al suo ottimo potere solubilizzante e alla scarsa aggressività nei confronti dei materiali originali, l’alcool benzilico è particolarmente utile per:
Rimuovere vernici alterate o ossidate, quando si desidera un'azione più delicata rispetto ad acetone o chetoni
Preparare miscele solventi (miscibilità totale con acqua demineralizzata, etanolo, acetone puro, toluene, esteri) personalizzabili in base al tipo di intervento
Disgregare strati di sporco grasso o cere invecchiate su superfici policrome o lignee
Attenuare la lucidità o la penetrazione eccessiva di altri solventi in miscele ad uso controllato
Inoltre, la sua compatibilità con molte vernici e leganti lo rende utile anche nella formulazione di gel, impacchi e impasti di pulitura, soprattutto nei casi in cui sia necessaria una prolungata azione solvente senza un’essiccazione troppo rapida.
Indicazioni tecniche dell'alcool benzilico
Punto di ebollizione: 205 °C
Solubilità: completamente miscibile con acqua e solventi organici
Polarità: intermedia
Volatilità: bassa
Purezza: >99%
Tossicità: moderata, da utilizzare in ambienti ben ventilati o con idonei DPI
Ambiti di utilizzo dell'alcool benzilico
Restauro di dipinti su tavola e tela
Restauro ligneo (rimozione cere, resine, patine)
Pulitura di metalli e pietre sensibili
Preparazione di medium o vernici reversibili
Laboratori di conservazione, restauratori professionisti, scuole di alta formazione artistica
Classificazione secondo il regolamento (CE) N. 1272/2008 [CLP] Flam. Liq. 2 ; H225 - Liquidi infiammabili : Categoria 2 ; Liquido e vapori facilmente infiammabili. Eye Irrit. 2 ; H319 - Lesioni oculari gravi/irritazioni oculari gravi : Categoria 2 ; Provoca grave irritazione oculare. STOT SE 3 ; H336 - Tossicità specifica per organi bersaglio (STOT) — esposizione singola : Categoria 3 ; Può provocare sonnolenza o vertigini. Indicazioni di pericolo: H225 Liquido e vapori facilmente infiammabili. H319 Provoca grave irritazione oculare. H336 Può provocare sonnolenza o vertigini. Consigli di prudenza: P210 Tenere lontano da fonti di calore, superfici calde, scintille, fiamme libere o altre fonti di accensione. Non fumare. P233 Tenere il recipiente ben chiuso. P312 In caso di malessere, contattare un CENTRO ANTIVELENI/un medico. P337+P313 Se l'irritazione degli occhi persiste, consultare un medico. P403+P235 Conservare in luogo fresco e ben ventilato. P405 Conservare sotto chiave.
L’alcool benzilico, grazie alla sua evaporazione lenta e al potere solubilizzante delicato, viene utilizzato sia puro sia in miscela con altri solventi, in funzione del tipo di intervento da eseguire. Nel restauro, l’obiettivo è sempre ottenere la massima efficacia con la minima invasività sul materiale originale.
1. Applicazione diretta
Puro o in concentrazioni basse (es. 5–10 %) viene applicato con bastoncini, tamponi o pennelli su piccole zone da pulire.
Ideale per rimuovere sostanze aderenti (cera, resine ossidate, sporco grasso) grazie alla sua evaporazione lenta e controllabile.
2. Formulazione di miscele e gel
È completamente miscibile con etanolo, acetone, acqua demineralizzata e toluene, permettendo miscele modulabili in base al livello di azione solvente richiesto.
Studi riportano l’uso di emulsioni gel (ad esempio con agar‑agar o xanthan gum all’1–2% e alcool benzilico al 10%) per rimuovere varnish su superfici sensibili of sollecitate, con applicazioni di pochi minuti seguite da risciaqui mirati.
L’uso di gel chimici (carbopol‑ethomeen, PVA‑borax…) supporta il rilascio controllato del solvente minimizzando residui e rischi per il supporto pittorico.
3. Settori d’intervento tipici
Rimozione di vernici ossidate o alterate, in particolare resine naturali come mastice o colofonia.
Pulitura di cere e strati grassi invecchiati su superfici policrome e lignei.
Impacchi e gel selettivi, utili in zone delicate dove serve azione solvente con evaporazione rallentata.
Preparazione di medium reversibili, compatibili con leganti naturali senza danni al substrato.
4. Precauzioni operative
Utilizzo esclusivo in ambienti ben ventilati o con ventilazione localizzata per ridurre l’esposizione.
Sempre con dispositivi di protezione individuale appropriati (guanti in nitrile, occhiali).
È essenziale eseguire test preliminari su campioni o zone nascoste per verificarne la compatibilità.
Terminato l’intervento, rimuovere residui solventi tamponando con panni non tessuti e solventi più volatili (etanolo o acqua demineralizzata).
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