Antitarlo su mobile verniciato o cerato: quando il trattamento può non penetrare correttamente
Caso reale
Un cliente ha chiesto come trattare un mobile apparentemente tarlato, sul quale sono presenti piccoli fori e qualche traccia di polvere. Il mobile però non è a legno grezzo: presenta una finitura superficiale, probabilmente una vernice, una cera o un vecchio trattamento protettivo. Il dubbio principale riguarda la possibilità di applicare direttamente l’antitarlo senza rimuovere la finitura.
Problema tecnico
La presenza di fori non conferma sempre un’infestazione ancora attiva: possono essere vecchi fori di sfarfallamento. La comparsa di rosume fresco, chiaro e localizzato dopo la pulizia è invece un segnale da valutare con maggiore attenzione.
Il problema principale, in questo caso, è la finitura del mobile. Gli antitarlo devono poter penetrare nel legno; se la superficie è coperta da vernici, cere, lacche o altre finiture filmogene, il prodotto rischia di restare in superficie senza raggiungere correttamente le fibre del legno. In queste condizioni, il trattamento può risultare parziale o poco efficace.
Anche l’iniezione nei soli fori non va considerata una soluzione completa per un mobile di dimensioni importanti: può essere utile in zone piccole e circoscritte, ma non garantisce una distribuzione uniforme dell’antitarlo in tutta la struttura lignea.
Risposta dello staff
Prima di applicare l’antitarlo è consigliabile verificare due aspetti: se i segni osservati indicano una possibile infestazione attiva e se la superficie del mobile è realmente permeabile.
La presenza di fori non significa sempre che il tarlo sia ancora attivo: potrebbero essere vecchi fori di sfarfallamento. Un segnale più utile è l’eventuale comparsa di rosume fresco, chiaro e localizzato dopo aver pulito la zona. Se la polvere ricompare sempre in corrispondenza degli stessi fori o fessure, il caso va valutato con maggiore attenzione.
Il punto più importante, però, riguarda la finitura del mobile. Gli antitarlo devono poter penetrare nel legno; se la superficie è coperta da vernici, cere, lacche o altre finiture filmogene, il prodotto può rimanere in superficie e non raggiungere correttamente le fibre. In queste condizioni il trattamento rischia di essere solo parziale o poco efficace.
Quando non si è sicuri che la finitura ostacoli l’assorbimento, si può fare una semplice prova di permeabilità in una zona nascosta del mobile. Si applica una piccola quantità di solvente o di prodotto su un punto non visibile e si osserva il comportamento della superficie: se il liquido viene assorbito rapidamente, il legno è ancora permeabile e può ricevere meglio il trattamento; se invece resta in superficie, scivola o forma una goccia senza penetrare, significa che la finitura sta facendo da barriera.
Se la finitura impedisce l’assorbimento, per un trattamento più efficace bisognerebbe intervenire su legno grezzo o su parti realmente assorbenti. Se non si vuole rimuovere la finitura dall’intero mobile, si possono almeno individuare zone non finite o meno protette, come retro, fondo, interno dei cassetti, schienale, parti inferiori o aree nascoste, e verificare se assorbono il prodotto.
Per mobili e superfici lignee accessibili si può valutare un antitarlo liquido pronto all’uso come PERMETAR, TIMPEST o AQUA TIMPEST, da applicare su legno privo di finiture o realmente permeabile. La versione spray con cannula può essere utile per trattamenti localizzati nei fori, ma non dovrebbe sostituire il trattamento più esteso delle parti assorbenti quando l’infestazione riguarda il mobile nel suo insieme.
La stuccatura dei fori e l’eventuale ripristino estetico vanno eseguiti solo dopo il trattamento, non prima.
Procedura consigliata
1. Pulire la zona interessata e rimuovere la polvere già presente, senza chiudere i fori.
2. Osservare nei giorni successivi se compare nuovo rosume, soprattutto sotto i fori o vicino alle fessure.
3. Visto che il mobile presenta una finitura, fare una prova di permeabilità in una zona nascosta: se il liquido penetra rapidamente come se fosse una spugna, il supporto è più permeabile; se resta in superficie, scivola o forma goccia, la finitura sta probabilmente ostacolando l’assorbimento.
4. Se dopo la prova il legno non risulta assorbente, verificare se esistono parti del mobile prive di finitura o meno protette, come il retro, il fondo, l’interno dei cassetti, lo schienale, le parti inferiori o altre zone nascoste. Se queste aree risultano permeabili, possono essere trattate a pennello o a spruzzo per aumentare la quantità di antitarlo che riesce effettivamente a penetrare nel legno (unitamente all'applicazione sulle parti in legno grezzo, si può applicare anche l'antitarlo a siringa nei fori dei tarli)
5. Se dopo il test di permeabilità, il legno è assorbente, applicare l’antitarlo sulle superfici accessibili, trattando il più possibile l’intera struttura lignea interessata. Utilizzare la cannula nei fori solo come supporto localizzato, non come unico trattamento per tutto il mobile.
6. Lasciare agire e asciugare secondo le indicazioni del prodotto scelto.
7. Solo dopo il trattamento e un periodo di osservazione, procedere con eventuale stuccatura dei fori e ripristino della finitura.
8. Si può valutare anche l’utilizzo combinato, dopo l’applicazione dell’antitarlo liquido, di un prodotto coadiuvante come il DOBOL fumigante. È importante però distinguere le due funzioni: l’antitarlo applicato direttamente sul legno è un trattamento residuale, perché rimane nel supporto e continua ad agire nel tempo contro gli insetti xilofagi; il fumigante, invece, agisce sull’ambiente trattato diffondendo microparticelle insetticide nello spazio, raggiungendo anfratti e zone difficili. Per questo motivo DOBOL può essere utile come supporto al trattamento complessivo, ma non deve essere considerato un sostituto dell’antitarlo applicato correttamente sul legno grezzo o permeabile.
Errori da evitare
1. Non applicare l’antitarlo direttamente su una superficie verniciata o cerata pensando che penetri comunque.
2. Non considerare automaticamente attiva un’infestazione solo perché sono presenti vecchi fori.
3. Non chiudere i fori prima del trattamento.
4. Non affidarsi solo all’iniezione nei fori quando il mobile è esteso o quando l’infestazione potrebbe riguardare più parti della struttura.
6. Non usare un fumigante ambientale come sostituto del trattamento diretto del legno.
Prodotti collegati e note
Antitarlo Permetar, Antitarlo Timpest, Antitarlo Aqua Timpest, Dobol fumigante insetticida per ambienti


Domande e risposte su ANTITARLO
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XILIX GEL è un antitarlo professionale in gel indicato per il trattamento di travi, soffitti, perlinati, boiserie, parquet e strutture lignee dove l’applicazione di un prodotto liquido potrebbe essere più difficile a causa dello sgocciolamento.
Non lo presenterei però come un prodotto “preventivo” in senso assoluto. Un trattamento antitarlo non rende il legno immune da possibili attacchi futuri e non sostituisce una corretta valutazione dello stato del legno. Prima di applicarlo è importante capire se ci sono davvero segnali riconducibili a insetti xilofagi, come fori, rosume, polvere che ricompare dopo la pulizia o altri indizi di attività.
Un altro aspetto fondamentale è la condizione della superficie: XILIX GEL deve poter penetrare nel legno. Per questo motivo va applicato su legno grezzo, scoperto o realmente assorbente. Se le travi sono verniciate, cerate o coperte da una finitura filmogena, il prodotto rischia di restare in superficie e di non raggiungere correttamente il legno.
Se non è chiaro se la finitura ostacoli l’assorbimento, si può fare una piccola prova in una zona nascosta: il liquido deve essere assorbito rapidamente dal legno, quasi come da una spugna. Se invece resta lucido, scivola o bagna solo la superficie, significa che la finitura probabilmente fa da barriera.
In sintesi: XILIX GEL può essere valutato per trattare travi in legno quando il supporto è grezzo o permeabile e quando c’è un sospetto reale di infestazione. Non va però inteso come una semplice applicazione preventiva generica, né come soluzione strutturale. Se le travi sono portanti, molto degradate o presentano molti fori e rosume, è opportuno far valutare la situazione anche da un tecnico o da una ditta specializzata.
Per l’applicazione a pennello, potrebbe guardare questi due diversi prodotti di Gava:
Pennellessa Ideal Gava serie 2034/I
è una pennellessa universale, adatta a pitture, vernici e smalti, disponibile anche in misure larghe. Per un trattamento antitarlo su travi, tavole, perlinati o grandi superfici lignee è probabilmente la scelta più sensata, perché non è un pennello troppo “nobile” e permette di stendere bene il gel.
Pennellessa Green PBT Gava serie 2017/G
È interessante perché viene descritta come adatta anche a prodotti densi e collanti. Proprio per la consistenza gelatinosa dello XILIX GEL, può essere una buona alternativa alla setola naturale.
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