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Classificazione secondo il regolamento (CE) N. 1272/2008 [CLP] Liquido infiammabile, categoria 2 H225 Liquido e vapori facilmente infiammabili. Tossicità specifica per organi bersaglio - esposizione singola, categoria 3 H336 Può provocare sonnolenza o vertigini. Pericoloso per l'ambiente acquatico, tossicità cronica, categoria 3 H412 Nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata. Pittogrammi: GHS02 (fiamma), GHS07 (punto esclamativo). Avvertenza: Pericolo. Componenti pericolosi da etichettare: NAFTA (PETROLIO), IDROTRATTATA LEGGERA; CAS 64742-49-0. Indicazioni di pericolo: H225 Liquido e vapori facilmente infiammabili. H336 Può provocare sonnolenza o vertigini. H412 Nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata. Consigli di prudenza: P210 Tenere lontano da fonti di calore, superfici calde, scintille, fiamme libere o altre fonti di accensione. Non fumare. P261 Evitare di respirare i vapori/gli aerosol. P312 Contattare un CENTRO ANTIVELENI/un medico in caso di malessere. P370+P378 In caso di incendio: utilizzare mezzi estinguenti idonei per estinguere. P403+P233 Tenere il recipiente ben chiuso e in luogo ben ventilato. P501 Smaltire il prodotto/recipiente in conformità alla regolamentazione locale. Informazioni supplementari: P240 Mettere a terra e a massa il contenitore e il dispositivo ricevente. P241 Utilizzare impianti elettrici/di ventilazione/d'illuminazione a prova di esplosione. P242 Utilizzare utensili antiscintillamento. P243 Adottare misure di precauzione contro le scariche elettrostatiche.
Adesivo LASCAUX 375 P
L'Adesivo Lascaux 375 P è un termocollante per il restauro dei dipinti, formulato a partire da una miscela di resine copolimeriche e paraffina. Evoluzione della storica formulazione BEVA, è oggi uno degli adesivi di riferimento per la foderatura dei dipinti su tela: si applica a freddo, si lascia asciugare e si attiva solo in un secondo momento con il calore, lasciando al restauratore il pieno controllo del momento in cui l'adesione avviene.
La sigla P identifica la formulazione senza toluene, a parità di prestazioni rispetto alla versione precedente. Il prodotto ha consistenza pastosa ed è pronto all'uso: non richiede il riscaldamento a bagnomaria né una diluizione preliminare obbligatoria, a differenza del 375 tradizionale.
A freddo si presenta come una pasta bianco latteo; dopo la termosaldatura diventa trasparente e incolore. Il film che ne deriva è viscoplastico, con ottima adesione, elevata resistenza all'invecchiamento e numero di acidità inferiore a 1: caratteristiche che lo rendono adatto anche a interventi su opere di pregio, dove reversibilità e stabilità nel tempo sono requisiti irrinunciabili.
Impiego nella foderatura
L'adesivo si stende a pennello, a rullo o a spruzzo sulla tela da foderatura — per esempio la tela pattina belga in lino 100%, la tela pattina extra o la tela patta, tutte disponibili nella sezione tele per il restauro — oppure su uno strato intermedio, tipicamente un tessuto non tessuto di poliestere. Si consiglia l'applicazione di due mani per ottenere una tenuta superiore.
Il prodotto può essere applicato tal quale, a freddo o leggermente riscaldato (il calore aumenta il potere di penetrazione). Se si desidera una consistenza più fluida, si può scaldare dolcemente a bagnomaria e diluire con propilale o con la ligroina 100/140 in rapporto indicativo da 2:1 a 1:1. Per l'applicazione a spruzzo è consigliabile diluire con propilale, così da ridurre la viscosità.
L'attivazione avviene solo dopo la completa evaporazione dei solventi (indicativamente 24 ore): a quel punto la sigillatura si effettua a circa 62-65 °C, su tavolo riscaldato a leggero sottovuoto, con il ferro da stiro per foderatura oppure con una pistola ad aria calda. Un vantaggio operativo non trascurabile: l'attivazione termica può avvenire anche a giorni o settimane di distanza dalla stesura, permettendo di preparare le tele in anticipo e di intervenire quando il cantiere lo consente.
Per il rimontaggio del dipinto foderato è disponibile la pinza tenditela professionale. Nella stessa sezione si trova anche la cera resina per rintelatura, alternativa tradizionale al termocollaggio sintetico.
Altri impieghi
Le indicazioni del produttore non si fermano alla foderatura. L'Adesivo 375 P è utilizzato anche per:
- Consolidamento degli strati preparatori e pittorici: per questo impiego si diluisce di norma 1:4 con ligroina 100/140 o, dove compatibile, con propilale, così da favorire la penetrazione; si sigilla poi dopo la completa asciugatura a 62-65 °C con leggera pressione. Nella stessa famiglia di interventi rientrano i consolidanti in dispersione, come l'Acryl EM 33, e le resine acriliche quali il Paraloid B72 in soluzione, il Plexisol P 550, il Plextol B 500 e il Primal CM 330.
- Velinature e protezioni temporanee (facing): la resistenza e l'elasticità del film lo rendono adatto al fissaggio provvisorio della pellicola pittorica, in abbinamento alla carta giapponese.
- Bande perimetrali (strip-lining): rinforzo dei bordi della tela originale senza ricorrere a una foderatura totale.
- Montaggio di carta e tessili, con incollaggi sia provvisori sia definitivi.
Nelle lavorazioni a caldo tornano utili la carta bisiliconata e il Melinex monosiliconato, che permettono di proteggere la superficie e di gestire con precisione gli strati adesivi.
Dati tecnici
- Base: miscela di resine copolimeriche e paraffina, al 40% in propilale e benzina rettificata 100/140
- Formulazione senza toluene
- Temperatura di attivazione: 62-65 °C
- Numero di acidità: inferiore a 1
- Aspetto: bianco latteo a freddo, trasparente dopo la termosaldatura
- Solubilità: solubile in propilale e nei solventi aromatici come toluene e xilene; insolubile in alcol
- Diluizione: con solventi alifatici quali la ligroina 100/140 (benzina rettificata); per l'applicazione a spruzzo si consiglia il propilale
- Rimozione: con il calore oppure con solventi quali acetone o ligroina 100/140
- Avvertenza: l'acetone rigonfia il prodotto e ne riduce il potere adesivo; è quindi da preferire come solvente di rimozione, non di diluizione
- Confezione: flacone da 1 litro
Il prodotto contiene solventi ed è classificato come merce pericolosa. Le indicazioni su manipolazione, conservazione, protezione individuale e spedizione sono riportate nelle domande frequenti in fondo alla pagina; per il quadro completo si rimanda alla scheda di sicurezza del produttore. Come per ogni materiale da restauro, è buona norma verificare la compatibilità su una piccola area di prova prima dell'intervento.
Prodotti collegati
Nella stessa lavorazione trovano impiego gli altri adesivi per il restauro: la pasta adesiva BEVA 371 per il termocollaggio e il BEVA Film, adesivo in pellicola utile per interventi puntuali e rintelature trasparenti. Fra le colle naturali restano disponibili la colla di pesce e la colla di coniglio, mentre per le foderature a cera-resina si utilizzano cera d'api vergine, cera microcristallina in scaglie e colofonia.
Completano il banco di lavoro le spatole in acciaio teflonato e le spatole per restauro in acciaio inox, i bisturi e le pinzette e la gamma dei solventi e diluenti, dall'acquaragia inodore all'essenza di petrolio.
Per approfondire la metodologia si segnalano due testi di riferimento: Foderatura a freddo e La foderatura: metodologia e tecnica, entrambi editi da Nardini Editore.
Domande frequenti
- Va diluito prima dell'uso?
No, è pronto all'uso a pennello, a rullo o a spruzzo, con due mani per la tenuta migliore. Se serve più fluidità si scalda dolcemente a bagnomaria e si diluisce da 2:1 a 1:1 con propilale o ligroina 100/140; a spruzzo è preferibile il propilale. Per il consolidamento di preparazioni e strati pittorici la diluizione sale a 1:4. - Come si attiva e quanto bisogna aspettare?
A 62-65 °C, su tavolo riscaldato a leggero sottovuoto, con il ferro da stiro per foderatura o con la pistola ad aria calda. Il calore va applicato solo dopo la completa evaporazione dei solventi, indicativamente 24 ore: scaldare prima compromette la tenuta. L'attivazione non ha scadenza e può avvenire anche a settimane di distanza, il che permette di preparare le tele in anticipo. - Che differenza c'è con il 375 tradizionale?
La formulazione P sostituisce il toluene con il propilale a parità di prestazioni: adesione, resistenza all'invecchiamento e temperatura di attivazione restano invariate. Cambiano il punto di infiammabilità, più elevato, e l'etichetta di pericolo. Sul banco la differenza più evidente è che il 375 P è pronto all'uso. - È lo stesso prodotto del BEVA 371?
No. Il 375 P nasce come sviluppo della formulazione BEVA, ma composizione e comportamento non coincidono e i due non vanno considerati equivalenti nella documentazione dell'intervento. Se una foderatura precedente è stata eseguita con BEVA 371, per un ritocco è preferibile restare sullo stesso adesivo. - Che precauzioni servono e come viene spedito?
Contiene solventi ed è infiammabile: usare in ambiente ben ventilato, lontano da fiamme libere e scintille, con occhiali e guanti resistenti ai solventi; a spruzzo serve una maschera respiratoria idonea. Conservare il flacone ben chiuso e in piedi, al riparo da calore e luce diretta. La spedizione segue le regole delle merci pericolose (UN 1133 ADESIVI, classe ADR 3), entro i limiti della quantità limitata.
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Il giudizio di chi l'ha provato:
5,00 / 5
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· 2026-08-28 ✓ Acquisto verificatoAccedi per lasciare una recensione.
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Domande e risposte su Adesivo LASCAUX 375 P
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Sì il Lascaux 375P è reversibile, ed è uno dei motivi per cui questo adesivo è così diffuso nel restauro. La rimozione può avvenire per via termica, riportando il film alla temperatura di rammollimento, oppure con solventi: acetone o ligroina 100/140. Il numero di acidità inferiore a 1 e l'elevata resistenza all'invecchiamento fanno sì che il film resti trattabile anche a distanza di anni, senza irrigidirsi o ingiallire in modo significativo.
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