Preparazione Fondo
In questa categoria trovi prodotti per la preparazione del fondo nel restauro di dipinti, cornici, arredi dorati e superfici decorate. La sezione comprende gessi da fondo come gesso di Bologna e gesso acrilico per la preparazione di imprimiture e fondi su tavola, tela e legno, fondi turapori per sigillare il supporto prima della verniciatura o della doratura, bolo armeno rosso e giallo per la preparazione del cuscino di doratura a guazzo, e stucchi da fondo per il livellamento e la ricostruzione di lacune sulla superficie da trattare. Ogni prodotto è selezionato per adesione, levigabilità, assorbimento controllato e compatibilità con le finiture successive — doratura, pittura, verniciatura o ceratura. La scelta dipende dalla tecnica finale: gesso di Bologna per fondi tradizionali da dorare, bolo armeno per dorature a guazzo brunibili, turapori per superfici da verniciare, gesso acrilico per preparazioni rapide e flessibili su supporti moderni.
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Come scegliere i materiali per la preparazione del fondo nella doratura e nell'iconografia
La preparazione del fondo è una delle fasi più decisive nella doratura e nell'iconografia: determina adesione, assorbimento, levigatezza, brillantezza del metallo, qualità della brunitura e stabilità degli strati successivi. Per un doratore il fondo deve sostenere foglia, bolo, missione, brunitura e finitura; per un iconografo deve anche offrire una superficie corretta per tavola, gesso, disegno, doratura dell'aureola o del fondo e pittura a tempera. Sono esigenze vicine, ma non identiche.
In questa categoria rientrano gessi, fondi turapori, bolo armeno e stucchi: materiali che non vanno scelti solo in base al supporto, ma soprattutto in base alla tecnica prevista. Una doratura a guazzo brunita richiede un fondo molto levigato, elastico e correttamente assorbente; una doratura a missione può tollerare preparazioni diverse; un'icona su tavola richiede una preparazione più disciplinata, in cui gesso, colla, assorbimento e carteggiatura condizionano sia la doratura sia la successiva pittura.
Gesso, ammanitura e fondo per foglia
Per la doratura tradizionale il fondo non è una semplice mano bianca: è uno strato tecnico che deve riempire, uniformare, isolare e creare una superficie capace di ricevere bolo e foglia. Il Gesso di Bologna Manetti è il riferimento classico per preparazioni tradizionali con colla animale, mentre una ammanitura pronta Manetti può essere utile quando si cerca una soluzione più pratica e costante.
Nell'iconografia la preparazione della tavola deve essere ancora più controllata: se il fondo è troppo assorbente, polveroso o irregolare, può creare problemi sia nella doratura sia nella stesura della tempera. I gessi per fondi Cobea e le preparazioni da levigare vanno quindi scelti considerando il supporto, la tecnica e il grado di finitura richiesto.
- Doratura a guazzo: fondo molto liscio, compatto e levigabile.
- Iconografia: preparazione stabile, bianca, regolare e adatta a tempera e doratura.
- Decorazione semplice: possibile uso di fondi più pratici, ma sempre compatibili con la foglia.
Bolo armeno, tono del metallo e brunitura
Il bolo armeno non serve solo ad "attaccare" l'oro: è lo strato che influenza profondità, calore, elasticità e possibilità di brunitura della foglia. Un bolo italiano in pasta Manetti è indicato quando si vuole lavorare con metodo tradizionale, mentre un bolo acrilico pronto all'uso Manetti può essere più pratico in lavorazioni decorative o meno strettamente tradizionali.
Per doratori e iconografi la scelta del bolo è una decisione ottica e tecnica: il rosso scalda l'oro, il giallo può aiutare su piccole mancanze o trasparenze, altri toni modificano la percezione del metallo. Un prodotto come il bolo tipo S. Giusto Manetti va valutato in base al tipo di foglia, al risultato desiderato e alla possibilità di brunire. La brunitura, eseguita con strumenti come i brunitoi in pietra d'agata, richiede un fondo preparato correttamente: se il gesso o il bolo non sono adeguati, la foglia non avrà la brillantezza desiderata.
Turapori, stucchi e tavole gessate
I fondi turapori sono utili quando il supporto è molto assorbente o irregolare, ma non devono essere confusi con una preparazione tradizionale a gesso e colla. Nella doratura a missione possono aiutare a uniformare l'assorbimento del legno o di un supporto poroso; nella doratura a guazzo e nell'iconografia, invece, la scelta deve essere più prudente perché un fondo troppo sigillante può impedire il comportamento corretto degli strati successivi. Per questo la pagina dei fondi turapori va letta sempre in relazione alla tecnica che si vuole eseguire.
Gli stucchi servono per correggere lacune, piccoli difetti, giunzioni, sbrecciature e discontinuità del supporto prima della doratura o della preparazione pittorica. Nella doratura di cornici e arredi devono poter essere sagomati e carteggiati senza creare scalini; nell'icona devono restare coerenti con la tavola e con il fondo gessato. Quando si lavora su supporti già pronti, le tavole gessate lisce permettono di partire da una base più controllata, ma non eliminano la necessità di verificare planarità, assorbimento e pulizia della superficie.
Come scegliere il fondo più adatto alla tecnica
Il primo criterio è distinguere la tecnica: doratura a guazzo, doratura a missione, doratura su icona, fondo per tempera, ripresa di una cornice o preparazione decorativa non richiedono lo stesso sistema. La doratura a guazzo pretende una sequenza più tradizionale e sensibile: supporto stabile, eventuale incollaggio, gesso o ammanitura, levigatura, bolo, umettamento, foglia e brunitura. La doratura a missione è più semplice, ma richiede comunque una superficie pulita, stabile, non polverosa e con assorbimento controllato.
Il secondo criterio riguarda il supporto. Il legno grezzo assorbe, si muove e può presentare fibre, nodi o porosità; una cornice antica può avere lacune, vecchi stucchi, gesso fragile e dorature precedenti; una tavola per icona richiede una preparazione regolare e compatibile con la pittura a tempera; una superficie già verniciata o sigillata può impedire l'adesione di gesso, bolo o missione. Prima di aggiungere materiale bisogna quindi capire se si sta costruendo un fondo nuovo o se si sta integrando un sistema esistente.
Il terzo criterio è l'effetto finale. Chi vuole oro brunito deve preparare il fondo in modo molto diverso da chi deve applicare una foglia imitazione a missione. La brillantezza non nasce solo dalla qualità della foglia: dipende dalla planarità del gesso, dalla corretta preparazione del bolo, dall'assenza di polvere, dal momento di posa e dalla pressione del brunitoio. Per l'iconografo, invece, il fondo deve dialogare anche con disegno, incisione, aureola, assist, tempera e verniciatura finale.
Il quarto criterio è il livello operativo. Un doratore esperto può preferire gesso e colla preparati in modo tradizionale per controllare ogni passaggio; un laboratorio che produce più pezzi può scegliere preparazioni pronte per avere maggiore costanza; chi lavora su una piccola icona o su un restauro localizzato deve scegliere materiali che permettano interventi puliti, controllabili e non eccessivi rispetto alla superficie da trattare.
Percorsi consigliati e prodotti collegati
La preparazione del fondo è il punto di collegamento fra supporto, adesivo, metallo, pittura e finitura. Per questo conviene scegliere i materiali insieme al resto del ciclo tecnico, non come prodotti isolati.
- Gessi per doratura e iconografia per costruire fondi levigabili, bianchi e adatti a foglia, tempera o decorazione.
- Bolo armeno per doratura a guazzo, brunitura e controllo del tono caldo del metallo.
- Colle naturali per preparazioni tradizionali, gesso e colla, ammanitura e alcuni cicli iconografici.
- Colle sintetiche e missioni per dorature a missione e applicazioni più pratiche su supporti compatibili.
- Metalli veri in foglia quando il fondo è preparato per doratura tradizionale, iconografia o lavori di pregio.
- Metalli imitazione in foglia per decorazione, prove, integrazioni economiche e lavori che richiedono successiva protezione.
- Pennelli, rulli e spugne per stendere fondi, bolo, colle, missioni e finiture senza lasciare segni eccessivi.
- Tavole per icona per scegliere fra tavole grezze o già gessate in base al proprio metodo di preparazione.
- Colori a tempera per iconografia quando il fondo deve ricevere anche pittura a tempera e non solo doratura.
- Finitura e patine per proteggere, raccordare o modulare l'aspetto finale dopo doratura e pittura.
- Strumenti per doratura per taglio, posa, brunitura, incisione e controllo delle superfici preparate.
Per un risultato professionale la domanda non è solo “quale fondo uso?”, ma “quale ciclo completo sto costruendo?”. Gesso, bolo, colla, missione, foglia, tempera e finitura devono essere compatibili fra loro.
Trucchi del mestiere ed errori da evitare
Nella preparazione del fondo gli errori si vedono spesso solo alla fine: foglia che non brilla, bolo che si solleva, oro che si macchia, tempera che assorbe in modo irregolare o stucco che resta visibile sotto la doratura. Per questo la fase di fondo va trattata come una vera lavorazione tecnica, non come semplice preparazione preliminare.
- Trucco del mestiere: lavorare con luce radente durante levigatura e stuccatura permette di vedere graffi, avvallamenti e scalini prima della posa della foglia.
- Errore da evitare: usare un fondo troppo plastico o troppo sigillante quando si vuole una doratura a guazzo brunita: la foglia potrebbe aderire ma non brunire correttamente.
- Consiglio per doratori: più che aumentare lo spessore, conviene costruire strati sottili, regolari e ben asciutti; uno strato spesso può cavillare o restare fragile.
- Consiglio per iconografi: una tavola gessata deve essere uniforme ma non “morta”: se il fondo è troppo chiuso, il disegno e la tempera possono comportarsi in modo meno naturale.
- Trucco del mestiere: prima del bolo eliminare ogni granello di polvere; anche una piccola impurità diventa molto visibile sotto oro brunito.
- Errore da evitare: pensare che il bolo copra i difetti del gesso: in realtà li evidenzia, soprattutto dopo la brunitura.
- Consiglio pratico: su cornici antiche e parti mancanti, lo stucco va sagomato seguendo il profilo originale, non solo riempiendo il vuoto.
- Errore frequente: usare lo stesso fondo per oro vero, foglia imitazione, tempera e patina finale senza considerare assorbimento, adesione e protezione.
- Trucco del mestiere: se si lavora su icone con aureole dorate, conviene progettare prima l'area da dorare e poi il rapporto con il fondo pittorico, evitando correzioni tardive.
Domande frequenti sulla preparazione del fondo per doratura e iconografia
Che differenza c'è tra gesso per doratura e fondo turapori?
Il gesso crea uno strato preparatorio levigabile e adatto a bolo, foglia o pittura; il turapori serve soprattutto a ridurre e uniformare l'assorbimento del supporto. Non sono la stessa cosa e non sempre sono intercambiabili.
Quando serve il bolo armeno?
Il bolo è fondamentale nella doratura a guazzo e nella doratura brunita, perché contribuisce ad adesione, tono caldo e brillantezza dell'oro. Nella doratura a missione non sempre è necessario, perché il sistema tecnico è diverso.
Per una tavola da icona è meglio partire da tavola grezza o già gessata?
La tavola grezza permette il massimo controllo della preparazione, ma richiede più esperienza. La tavola già gessata è più pratica, purché il fondo sia regolare, pulito e compatibile con doratura e tempera.
Perché la foglia d'oro non viene brillante dopo la brunitura?
Spesso il problema non è la foglia, ma il fondo: gesso poco levigato, bolo non adatto, polvere, umidità errata o strati troppo rigidi possono impedire una brunitura pulita e luminosa.
Come si preparano le piccole lacune prima della doratura?
Le lacune vanno stuccate, sagomate e levigate in continuità con il profilo originale. Solo dopo si può ricostruire il sistema di fondo, bolo e foglia, evitando scalini visibili sotto il metallo.

Domande e risposte su PREPARAZIONE FONDO
Hai dubbi o domande su questa categoria? Le risposte dello staff vengono pubblicate qui.
Il fondo gesso è indicato per uniformare e preparare la superficie, ma non dovrebbe essere utilizzato per riempire mancanze profonde. Se il difetto interessa direttamente il legno può utilizzare uno stucco specifico, come lo Stucco classico in polvere per legno Borma Wachs. Se invece manca soltanto una parte della preparazione originale, può ricostruire lo strato con Gesso di Bologna e Colla di Coniglio Pronta. Dopo l’asciugatura, la stuccatura deve essere levigata e raccordata perfettamente al fondo circostante prima di applicare il bolo e la foglia metallica.
Il colore del bolo può modificare la percezione finale della foglia metallica. Il bolo rosso dona generalmente all’oro una tonalità più calda, mentre il bolo giallo produce un risultato più chiaro e aiuta anche a rendere meno evidenti eventuali piccole discontinuità della foglia. Il bolo nero viene utilizzato soprattutto sotto l’argento o quando si desidera un contrasto più marcato. Nel nostro catalogo trova prodotti come il Bolo pronto all’uso per la doratura e il Bolo Italiano in Pasta Manetti, disponibili in diverse colorazioni.
Dipende dalla tecnica che si sceglie di seguire. Per una preparazione tradizionale si può utilizzare l’Ammannitura per la preparazione del fondo, composta da gesso di Bologna e colla di coniglio. Se invece si cerca una soluzione più pratica, c'è il Fondo Gesso, già pronto all’uso e formulato con gesso di Bologna e resina acrilica. In entrambi i casi è importante applicare più mani sottili, lasciarle asciugare e levigare accuratamente il fondo prima di procedere con il bolo o con la missione.
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