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Prodotti Chimici

In questa categoria trovi prodotti chimici per il restauro e il trattamento di superfici in legno, metallo, pietra, tela e materiali compositi. La sezione comprende sverniciatori a base di solvente e a base acquosa per la rimozione di vecchie vernici, patine e rivestimenti, solventi e diluenti come acquaragia, acetone, alcool etilico, trielina e diluenti nitro per la pulitura e la diluizione di prodotti, biocidi e preservanti per il trattamento antimuffa e antibatterico, e tensioattivi per la pulitura controllata di superfici delicate. Ogni prodotto è selezionato per garantire efficacia, controllabilità dell'azione chimica e compatibilità con i materiali da trattare, riducendo il rischio di danni alle superfici originali. La scelta dipende dal tipo di rivestimento da rimuovere, dalla sensibilità del supporto sottostante e dalle condizioni ambientali di lavoro: sverniciatori delicati per superfici dipinte, solventi puri per pulitura selettiva, biocidi per il contrasto di muffe e funghi su manufatti conservati in ambienti umidi.

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82 prodotti trovati

Guida alla scelta

Come scegliere i prodotti chimici per il restauro

I prodotti chimici per il restauro non vanno scelti come semplici detergenti o sverniciatori universali: servono a controllare pulitura, rimozione di strati non coerenti, diluizione, azione biocida, preparazione e trattamento di superfici molto diverse tra loro. La scelta corretta dipende dal materiale, dallo stato di conservazione, dalla sensibilità della superficie, dal tempo di contatto e dal grado di controllo richiesto.

In questa categoria rientrano sverniciatori, solventi e diluenti, biocidi, preservanti e tensioattivi: prodotti utili, ma da usare con metodo. Nel restauro è spesso più importante procedere per prove leggere e progressive che cercare subito il prodotto “più forte”.

Pulitura controllata, non aggressiva

Prima di scegliere un solvente, un tensioattivo o un pulitore è utile capire che cosa si vuole rimuovere: sporco superficiale, residui grassi, vecchie cere, vernici alterate, colle, depositi o sostanze biologiche. Ogni strato reagisce in modo diverso e una pulitura troppo energica può intaccare anche il materiale che si vuole conservare.

  • Primo criterio: testare sempre in una zona poco visibile.
  • Secondo criterio: aumentare gradualmente forza, concentrazione e tempo di contatto.
  • Terzo criterio: controllare residui, assorbimento e variazione cromatica.

Sverniciare o ammorbidire uno strato?

Uno sverniciatore può essere necessario quando bisogna rimuovere vecchi film incoerenti, ma non deve essere confuso con una normale pulitura. Su legno, metallo, dorature, supporti pittorici o superfici decorate occorre valutare se lo strato da togliere è davvero estraneo, se protegge ancora la superficie o se fa parte della storia del manufatto.

Quando il problema è localizzato, una formulazione più controllata o addensata può aiutare a limitare la diffusione del prodotto e a ridurre il rischio di penetrazione indesiderata.

Biocidi, preservanti e sicurezza

I biocidi e i preservanti entrano in gioco quando si devono gestire muffe, contaminazioni o conservazione di colle e preparati, ma richiedono particolare attenzione: non sono prodotti da usare “per prevenire sempre”, bensì strumenti da scegliere in base al problema reale, al materiale e all’ambiente.

Con solventi, biocidi e prodotti alcalini o acidi, la sicurezza personale è parte del lavoro: ventilazione, guanti, occhiali, maschere adeguate e lettura della scheda di sicurezza non sono dettagli secondari.

Come scegliere il prodotto chimico più adatto

La scelta parte sempre dalla domanda giusta: devo sciogliere, ammorbidire, detergere, sgrassare, disinfettare, diluire o controllare il tempo di azione? Un solvente agisce per affinità chimica, un tensioattivo aiuta a gestire sporco e bagnabilità, uno sverniciatore lavora su film più resistenti, mentre un biocida interviene su problemi biologici o conservativi specifici.

Il supporto cambia tutto: legno assorbente, metallo ossidato, superficie policroma, doratura, tela, pietra o gesso possono reagire in modo opposto allo stesso prodotto. Per questo è prudente lavorare con piccole quantità, tempi brevi, tamponi puliti e osservazione continua della superficie.

Quando l’intervento richiede selettività, è utile ragionare anche su viscosità, addensamento, gel, impacchi o applicazioni localizzate: più il prodotto resta controllato, più è facile ridurre al minimo aloni, migrazione e residui.

Percorsi consigliati e prodotti collegati

Chi lavora con prodotti chimici nel restauro spesso deve costruire un ciclo completo: pulitura, controllo dell’azione, eventuale rimozione dei residui, sicurezza dell’operatore e finitura successiva.

  • Sverniciatori per rimuovere vecchi film, pitture o vernici non coerenti.
  • Solventi e diluenti per diluizione, pulitura selettiva e regolazione della viscosità.
  • Tensioattivi per migliorare bagnabilità e controllo della pulitura acquosa.
  • Biocidi e preservanti per problemi biologici, conservazione di preparati e trattamenti specifici.
  • Pulitori per affrontare sporco, depositi e residui con prodotti più mirati.
  • Addensanti e inerti per formulazioni più controllate, gel, impacchi e applicazioni localizzate.
  • Vernici e fissativi per protezione o finitura dopo pulitura e trattamento.
  • Antinfortunistica per guanti, maschere, occhiali e protezione durante l’uso di sostanze chimiche.

Il percorso più sicuro non è quasi mai “prodotto forte e risultato rapido”, ma prova preliminare, applicazione controllata, rimozione corretta dei residui e valutazione della superficie dopo asciugatura.

Trucchi del mestiere ed errori da evitare

Con i prodotti chimici il risultato dipende tanto dal metodo quanto dal prodotto. Dosi, tempi, supporto, temperatura, ventilazione e strumenti di applicazione possono cambiare radicalmente l’esito dell’intervento.

  • Trucco del mestiere: fotografare o annotare la zona di prova, il prodotto usato, la diluizione e il tempo di contatto aiuta a ripetere il risultato senza improvvisare.
  • Errore da evitare: usare lo stesso solvente su tutta la superficie senza verificare prima sensibilità, aloni, rigonfiamenti o perdita di colore.
  • Consiglio pratico: lavorare con tamponi piccoli e sempre puliti permette di capire se si sta rimuovendo sporco, vernice alterata o materiale originale.
  • Trucco del mestiere: quando serve più controllo, valutare un prodotto addensato o un’applicazione localizzata invece di aumentare subito aggressività e quantità.
  • Errore da evitare: mescolare prodotti chimici diversi senza conoscere compatibilità, reazioni possibili e indicazioni della scheda di sicurezza.

Domande frequenti sui prodotti chimici per restauro

Quale solvente devo scegliere per un intervento di restauro?

Dipende dal materiale da trattare e dallo strato da rimuovere. Prima di scegliere è sempre meglio fare una prova localizzata e procedere con il prodotto meno aggressivo efficace.

Quando usare uno sverniciatore invece di un pulitore?

Lo sverniciatore è indicato quando bisogna agire su vecchi film o strati resistenti; un pulitore è più adatto a sporco, depositi o residui superficiali. Sono interventi diversi e non equivalenti.

I tensioattivi sono più delicati dei solventi?

Non sempre: possono rendere più controllabile una pulitura acquosa, ma vanno comunque dosati, rimossi correttamente e testati sul supporto.

I prodotti chimici possono danneggiare vernici e superfici decorate?

Sì, soprattutto se la superficie è sensibile, porosa, non stabile o già alterata. Per questo prove preliminari e tempi di contatto brevi sono fondamentali.

Quali protezioni usare con solventi, biocidi e sverniciatori?

Servono guanti compatibili, occhiali, ventilazione adeguata e, quando necessario, maschere o filtri idonei al prodotto utilizzato. La scheda di sicurezza va sempre consultata.

Domande e risposte su PRODOTTI CHIMICI

Hai dubbi o domande su questa categoria? Le risposte dello staff vengono pubblicate qui.

A Risposta dello staff di Antichità Belsito

Sì, al Pulitore per oro in foglia può essere aggiunto AEROSIL 200, indicativamente dall’1% al 5% in peso, per ridurne il potere bagnante e conferirgli una consistenza tixotropica. In questo modo il prodotto può essere applicato in maniera più controllata su rilievi e superfici verticali, limitando le colature e la diffusione nelle zone circostanti. L’AEROSIL deve essere aggiunto gradualmente e miscelato accuratamente, iniziando dalla quantità minima necessaria. Prima del trattamento è sempre consigliabile effettuare una prova localizzata e verificare che la doratura sia stabile.

in risposta alla domanda
Q Un visitatore il 22/07/2026 ha chiesto:
Devo pulire una cornice dorata con molti rilievi, ma il prodotto tende a colare nelle parti verticali. Posso renderlo un po’ più denso?
A Risposta dello staff di Antichità Belsito

È preferibile utilizzare il Diluente per doratura liquida Lefranc & Bourgeois, formulato appositamente per questo tipo di prodotto. ne va aggiunto pochissimo alla volta mescolando con cura, fino a recuperare la fluidità necessaria, ed evitando di diluire eccessivamente il colore perché potrebbe perdere coprenza. Lo stesso diluente può essere utilizzato anche per la pulizia degli strumenti impiegati con la doratura liquida, seguendo sempre le indicazioni riportate sulla confezione.

in risposta alla domanda
Q Un visitatore il 22/07/2026 ha chiesto:
La mia doratura liquida è diventata un po’ densa e lascia i segni del pennello. Posso aggiungere un normale diluente?
A Risposta dello staff di Antichità Belsito

Se la doratura è realizzata con oro vero e la superficie è stabile, si può utilizzare il Pulitore per oro in foglia, un prodotto pronto all’uso indicato anche per l’argento vero in foglia. Prima di trattare tutta la cornice consigliamo però di effettuare una prova in un punto poco visibile, soprattutto quando non si conoscono con certezza il tipo di metallo e le finiture applicate. Se la foglia presenta sollevamenti, abrasioni o parti fragili, è preferibile non procedere con la pulitura prima di aver consolidato la superficie.

in risposta alla domanda
Q Un visitatore il 22/07/2026 ha chiesto:
Ho una cornice dorata che con il tempo si è scurita. Posso pulirla senza rischiare di togliere la foglia d’oro?

Per fare una domanda su questa categoria.

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