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Classificazione secondo il regolamento (CE) N. 1272/2008 [CLP]: Tossicità per la riproduzione categoria 1B. Irritazione oculare categoria 2. Indicazioni di pericolo: H319 Provoca grave irritazione oculare. H360FD Può nuocere alla fertilità. Sospettato di nuocere al feto. Consigli di prudenza: P201 Procurarsi istruzioni specifiche prima dell'uso. P202 Non manipolare prima di avere letto e compreso tutte le avvertenze. P280 Indossare guanti/indumenti protettivi/proteggere gli occhi/proteggere il viso. P308+P313 IN CASO di esposizione o di possibile esposizione, consultare un medico. P337+P313 Se l'irritazione degli occhi persiste, consultare un medico. P501 Smaltire il prodotto/recipiente in un impianto d'eliminazione di rifiuti autorizzato. Etichettatura aggiuntiva: uso ristretto agli utilizzatori professionali.
EDTA bisodico
L'EDTA bisodico è il sale bisodico dell'acido etilendiamminotetracetico, un agente chelante utilizzato nel restauro per la preparazione di sistemi di pulitura destinati alla rimozione controllata di depositi e alterazioni superficiali di natura minerale.
Il prodotto presenta un pH debolmente acido e viene impiegato in particolare per il trattamento di patine solfatiche, patine carbonatiche e croste nere. La sua azione deriva dalla capacità dell'EDTA di formare complessi con diversi ioni metallici, modificandone la solubilità e favorendo la rimozione dei depositi nei quali sono presenti.
Come agisce l'EDTA bisodico
L'EDTA è una sostanza complessante capace di coordinare diversi cationi metallici. Nel restauro questa proprietà viene sfruttata soprattutto per intervenire su depositi minerali e prodotti di alterazione contenenti calcio e altri ioni metallici.
Nel caso di patine e croste contenenti composti del calcio, l'EDTA può complessare gli ioni calcio presenti nel deposito, contribuendo alla sua progressiva disgregazione e rimozione durante il trattamento di pulitura.
Proprio questa capacità rende però necessario un utilizzo controllato: l'azione chelante non distingue automaticamente tra il calcio appartenente al deposito da eliminare e quello che costituisce materiali originali come marmo, pietra calcarea e intonaci a base di calce.
Impiego nella pulitura delle superfici
L'EDTA bisodico viene utilizzato come componente di sistemi di pulitura per superfici lapidee, intonaci e pitture murali, sempre previa valutazione della compatibilità con il materiale originale.
Può essere impiegato in soluzione acquosa oppure incorporato in impacchi, supportanti o sistemi addensati, che consentono di mantenere più localizzata la fase liquida e di controllarne meglio il contatto con la superficie.
Il produttore indica una concentrazione d'uso compresa tra l'1% e il 4%. La concentrazione effettiva, il tempo di contatto e il metodo di applicazione devono essere stabiliti in funzione della natura del deposito, delle caratteristiche del supporto e del protocollo di pulitura adottato.
Rimozione di patine solfatiche, carbonatiche e croste nere
Uno degli impieghi principali dell'EDTA bisodico nel restauro riguarda la rimozione di patine solfatiche e carbonatiche e di croste nere presenti sulle superfici lapidee.
Le croste nere che si sviluppano su materiali carbonatici possono comprendere prodotti di trasformazione del substrato, particellato atmosferico e composti come il solfato di calcio. In sistemi di pulitura opportunamente formulati, l'EDTA contribuisce alla mobilizzazione del calcio presente nel deposito, facilitandone la successiva rimozione.
EDTA bisodico nella formulazione AB57
L'EDTA bisodico è uno dei componenti tradizionalmente utilizzati nella formulazione AB57, sviluppata per la pulitura controllata di superfici lapidee, intonaci e pitture murali interessati da croste e depositi superficiali.
All'interno dell'AB57 l'EDTA svolge principalmente una funzione complessante nei confronti degli ioni calcio, lavorando insieme agli altri componenti della formulazione.
Per chi preferisce utilizzare un prodotto già formulato è disponibile anche la Soluzione Pulente Liquida AB57.
Utilizzo su marmo e materiali calcarei
Su marmo, pietre calcaree, intonaci a base di calce e altri materiali contenenti carbonato di calcio l'impiego dell'EDTA richiede particolare cautela.
La capacità di complessare il calcio, utile per rimuovere determinate croste e depositi, può infatti interessare anche la calcite appartenente al materiale originale. L'EDTA bisodico non deve quindi essere considerato un pulitore generico per superfici calcaree.
In questi casi il trattamento deve rientrare in un protocollo di restauro specificamente verificato, utilizzando concentrazione, pH e tempo di contatto controllati ed effettuando sempre prove preliminari su una zona limitata.
Controllo dell'azione chelante
L'efficacia dell'EDTA dipende non soltanto dalla concentrazione utilizzata, ma anche dal pH della formulazione, dal tempo di contatto, dalla natura del deposito e dalla composizione del supporto.
Il trattamento deve quindi essere costantemente controllato e interrotto non appena viene raggiunto il livello di pulitura desiderato. Al termine dell'applicazione è importante rimuovere accuratamente il sistema di pulitura e i residui eventualmente presenti sulla superficie.
Caratteristiche principali
- Prodotto: EDTA bisodico.
- Denominazione: sale bisodico dell'acido etilendiamminotetracetico.
- Funzione: agente chelante e complessante.
- pH: debolmente acido.
- Concentrazione d'uso indicata dal produttore: 1-4%.
- Principali applicazioni: rimozione di patine solfatiche, patine carbonatiche e croste nere.
- Impiego: componente di soluzioni, impacchi e sistemi di pulitura controllata.
Una materia prima per sistemi di pulitura
L'EDTA bisodico è una materia prima per la preparazione di sistemi di pulitura e non un detergente universale pronto all'uso. Può essere impiegato in soluzione acquosa oppure come componente di formulazioni più complesse nelle quali concentrazione, pH, supportante, eventuali addensanti e tempi di contatto vengono definiti in funzione dello specifico intervento.
Non è quindi corretto applicare automaticamente la stessa formulazione a materiali differenti senza averne verificato compatibilità ed efficacia.
Sicurezza e utilizzo
Prima dell'impiego consultare sempre l'etichetta e la Scheda Dati di Sicurezza del prodotto e rispettare le indicazioni relative a manipolazione, dispositivi di protezione individuale, conservazione e smaltimento.
Negli interventi di restauro effettuare sempre prove preliminari su una zona limitata prima di estendere il trattamento all'intera superficie.
Domande frequenti
- A cosa serve l'EDTA bisodico nel restauro?
Viene utilizzato come agente chelante all'interno di sistemi di pulitura destinati soprattutto alla rimozione di patine solfatiche, patine carbonatiche e croste nere. - Qual è la concentrazione d'uso dell'EDTA bisodico?
Il produttore indica una concentrazione d'uso compresa tra 1% e 4%. La concentrazione effettiva deve essere scelta in funzione del supporto, del deposito e del protocollo di pulitura. La percentuale non deve essere convertita automaticamente in una quantità in grammi per litro senza fare riferimento alla formulazione adottata. - L'EDTA bisodico può essere utilizzato sul marmo e sulle pietre calcaree?
L'impiego richiede particolare cautela. L'EDTA complessa gli ioni calcio e può quindi interagire non soltanto con i depositi da rimuovere, ma anche con la calcite che costituisce marmi e pietre calcaree. Non deve essere considerato un pulitore generico per questi materiali: il suo utilizzo deve rientrare in un protocollo di restauro specificamente verificato, con prove preliminari e controllo accurato di concentrazione, pH e tempo di contatto. - L'EDTA bisodico è un componente dell'AB57?
Sì. L'EDTA bisodico viene utilizzato nella formulazione AB57 come agente complessante, in particolare nei confronti del calcio presente nelle croste e nei depositi minerali. - L'EDTA bisodico può essere utilizzato in un impacco?
Sì. Può essere incorporato in impacchi o sistemi addensati opportunamente formulati per localizzare maggiormente l'azione della soluzione di pulitura. Il supportante e la formulazione devono essere scelti in funzione del manufatto e dell'intervento. - Può essere applicato puro direttamente sulla superficie?
No. L'EDTA bisodico viene utilizzato all'interno di una soluzione o di una formulazione di pulitura opportunamente preparata. Concentrazione, pH, metodo di applicazione e tempo di contatto devono essere definiti in funzione dello specifico intervento.
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Domande e risposte su EDTA bisodico
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