Codice: 23201
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Classificazione secondo il regolamento (CE) N. 1272/2008 [CLP]: Liquido infiammabile, categoria 3 H226. Tossicità specifica per organi bersaglio - esposizione singola, categoria 3 H336. Indicazioni di pericolo: H226 Liquido e vapori infiammabili. H336 Può provocare sonnolenza o vertigini. EUH066 L'esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolature delle pelle. Consigli di prudenza: P210 Tenere da lontano da fonti di calore, superfici calde, scintille, fiamme libere o altre fonti di accensione. Non fumare. P280 Indossare guanti / indumenti protettivi e proteggere gli occhi / il viso. P261 Evitare di respirare la polvere/i fumi/i gas /la nebbia/i vapori/gli aerosol. P403+P233 Tenere il recipiente ben chiuso e in un luogo ventilato. Acetato di Butile
L’acetato di butile è un solvente organico a media polarità, noto per la sua elevata biodegradabilità e per il giusto equilibrio tra potere solvente, volatilità controllata e bassa ritenzione nei materiali. Si presenta come un liquido limpido e incolore, con un caratteristico odore fruttato percepibile anche a basse concentrazioni.
Grazie alla sua compatibilità con un'ampia gamma di resine sintetiche (acriliche, nitrocellulosiche, polivinilacetati) e naturali (mastice di Chios, sandracca, gomma elemi Manila, colofonia) non invecchiate, l’acetato di butile è frequentemente utilizzato nel restauro artistico per preparare vernici, consolidanti (es. con Paraloid B72) o soluzioni solventi su misura.
La sua volatilità intermedia lo rende ideale quando è necessario un tempo di lavoro adeguato, senza lasciare residui persistenti che possano alterare superfici delicate.
Impieghi nel restauro d’arte
Grazie alle sue proprietà chimico-fisiche, l’acetato di butile è largamente impiegato nel restauro di superfici policrome e materiali lapidei, per operazioni di:
- Rimozione selettiva di vernici e graffiti, anche da supporti difficili come metalli e pietre naturali (es. cartelli stradali, monumenti, facciate storiche).
- Solubilizzazione e stesura di resine acriliche, come Paraloid (tutti i tipi), Plextol B500, Elvacite e altre.
- Preparazione di vernici a base di Laropal A81 o mastice Maimeri, usate per ritocchi pittorici e verniciature protettive.
- Formulazione di miscele solventi a lento rilascio, per interventi delicati su superfici sensibili, riducendo il rischio di danni meccanici o cromatici.
È inoltre utile per la rimozione controllata di pellicole pittoriche alterate, applicato in forma addensata con etilcellulosa all’8%, per agire in maniera localizzata e superficiale.
Sostanze solubilizzate
Lacetato di butile risulta efficace nel solubilizzare:
- Resine nitrocellulosiche (vernici “alla nitro”)
- Resine acriliche (Paraloid, Plextol B500)
- Polivinilacetati
- Polistirolo
- Laropal A81
- Klucel G (parzialmente)
- Resine naturali fresche o poco invecchiate: colofonia, elemi, mastice di Chios, sandracca, copali di Manila
- Dammar (parzialmente)
Non agisce su acetato di cellulosa, gommalacca, PVC e cere.
Utilizzi specifici
- Rimozione di graffiti su superfici porose: applicare l’acetato di butile in forma addensata e lavorare con pennellino, poi rimuovere con cotone e risciacquare con solvente.
- Rimozione di graffiti su superfici non porose (metallo, vetro, ceramica): usare in forma libera, eventualmente con interposizione di carta assorbente.
- Regolazione della volatilità: può essere miscelato con etil lattato (fino al 20%) per rallentarne l’evaporazione.
Può essere utilizzato anche in alternativa alla butilammina, risultando meno tossico e più gestibile nelle operazioni di laboratorio o cantiere.
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