Gomme Siliconiche
In questa categoria trovi gomme siliconiche per la creazione di stampi flessibili ad alta definizione, utilizzabili nel restauro, nella riproduzione di forme, nella prototipazione e negli effetti speciali. La sezione comprende siliconi da colata e pennellabili a policondensazione, economici e versatili per stampi generici, e siliconi a poliaddizione, più precisi e stabili per riproduzioni dettagliate e applicazioni skin-safe come il life casting. Trovi inoltre catalizzatori, addensanti, ritardanti e altri additivi per modificare tempi di lavoro, viscosità e durezza Shore del silicone in funzione dell'applicazione. Ogni prodotto è selezionato per fedeltà nella riproduzione del dettaglio, resistenza ai cicli di colata e compatibilità con i materiali da colare — resine, gessi, poliuretani, cere e cementi. La scelta dipende dall'uso finale: policondensazione per stampi rapidi e grandi volumi, poliaddizione per dettagli fini, protesi e life casting, additivi per personalizzare le proprietà del silicone.
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Come scegliere le gomme siliconiche per stampi e SFX
Le gomme siliconiche sono tra i materiali più importanti per chi realizza calchi, stampi, copie, prototipi, elementi scenografici, oggetti decorativi, parti per effetti speciali e piccole produzioni in resina, gesso, cera o materiali compositi. La scelta della gomma non dipende solo dalla durezza Shore: bisogna valutare sistema di catalisi, viscosità, resistenza alla lacerazione, elasticità, tempo di lavoro, compatibilità con il modello e materiale che verrà colato nello stampo.
In questa categoria trovi gomme siliconiche di policondensazione, gomme siliconiche di poliaddizione e prodotti complementari come catalizzatori, ritardanti, addensanti e additivi. Per ottenere uno stampo affidabile non basta scegliere “un silicone”: una gomma molto fluida può essere perfetta per uno stampo a colata, ma inadatta su una superficie verticale; una gomma ad alta resistenza alla lacerazione può essere indispensabile su sottosquadri e dettagli fragili; una poliaddizione può dare grande precisione ma può essere inibita da alcuni materiali presenti sul modello.
Policondensazione o poliaddizione?
Le gomme di policondensazione sono spesso scelte per stampi artistici, calchi tecnici, copie in gesso o resina e lavori in cui serve un buon equilibrio tra costo, facilità d’uso e versatilità. Prodotti come la gomma siliconica spatolabile RTV 3330 sono utili quando la gomma deve restare più corposa su rilievi e superfici verticali, mentre una gomma colabile come la gomma siliconica colabile AL20 è più indicata per stampi a blocco, stampi contenuti entro cassaforma e modelli con dettaglio fine.
Le gomme di poliaddizione, catalizzate al platino, sono generalmente preferite quando servono maggiore precisione dimensionale, minore ritiro e prestazioni più controllate. Una gomma come la PA20 di poliaddizione è adatta a stampi elastici e dettagliati, mentre la PlatSil FS 20 è pensata per applicazioni in cui contano rapidità, elasticità e resistenza nelle sformature ripetute.
- Policondensazione: pratica, versatile, economica, ma con catalizzatore a base di stagno da gestire con attenzione.
- Poliaddizione: molto precisa e stabile, ma più sensibile agli inibitori di catalisi.
- Scelta corretta: valutare modello, materiale di colata, sottosquadri, numero di copie e livello di dettaglio.
Resistenza alla lacerazione e sottosquadri
La resistenza alla lacerazione è decisiva quando lo stampo deve aprirsi, flettersi e superare sottosquadri senza strapparsi. Una gomma morbida ma con bassa resistenza può funzionare su forme semplici, ma rischia di rompersi in presenza di rilievi profondi, dettagli appuntiti, cornici, statuette, protesi, texture o modelli con parti aggettanti.
Per calchi anatomici, effetti speciali e stampi flessibili è importante scegliere gomme adatte alla deformazione controllata, come la Body25 per calchi anatomici o sistemi morbidi come la PlatSil Gel 10. Per modelli trasparenti, oggetti complessi o stampi in cui è utile vedere il pezzo durante il taglio e la sformatura, una gomma come la Transil 20 può offrire un vantaggio operativo.
Le gomme a bassa resistenza alla lacerazione possono restare utili per stampi semplici, aperti, senza forti sottosquadri o destinati a poche copie. Nei lavori più impegnativi, invece, una gomma più resistente riduce il rischio di tagli prematuri e migliora la durata dello stampo.
Viscosità, addensanti e gomme in pasta
La viscosità della gomma determina il modo in cui può essere applicata. Una gomma molto liquida scorre bene nei dettagli e si presta agli stampi a colata, ma tende a colare via su superfici verticali. Una gomma tissotropica o addensata rimane invece più ferma, permettendo stampi a pelle, applicazioni a pennello/spatola e lavorazioni su modelli non facilmente contenibili in una cassaforma.
Per trasformare una gomma più fluida in una massa più controllabile si possono usare addensanti come l’addensante Thixopol, mentre per rallentare il tempo di presa di alcune poliaddizioni si può valutare un prodotto come il PlatSil Retarder. Le gomme in pasta, come la gomma siliconica in pasta Putty Soft, sono invece pratiche per piccoli calchi rapidi, dettagli localizzati, impronte, tasselli e interventi dove non conviene preparare una cassaforma completa.
La densità apparente e la consistenza percepita non vanno confuse con la qualità: una gomma liquida non è “migliore” di una pasta, semplicemente serve a un campo di utilizzo diverso. Il punto è scegliere la forma più adatta al gesto tecnico richiesto.
Come scegliere la gomma siliconica più adatta
Il primo criterio è il tipo di modello. Un oggetto rigido e semplice può essere stampato con una gomma colabile in cassaforma; un rilievo architettonico, una scultura, un volto, una decorazione verticale o un pezzo fragile richiedono invece una gomma più controllabile, applicabile a strati o con consistenza tissotropica. Anche il grado di porosità del modello conta: gesso, terracotta, legno, pietra, stucco e materiali non sigillati possono assorbire componenti o trattenere aria, causando bolle, adesioni indesiderate o difetti superficiali.
Il secondo criterio è il sistema di catalisi. Le gomme di policondensazione usano normalmente catalizzatori organostannici, cioè a base di stagno: per questo vanno maneggiate con attenzione, leggendo la scheda di sicurezza, usando guanti idonei, lavorando in ambiente ventilato e rispettando dosaggi e tempi. Non significa che ogni utilizzo sia “pericoloso” in modo assoluto, ma significa che il catalizzatore non va trattato come un semplice accessorio innocuo.
Le gomme di poliaddizione sono invece più stabili e precise, ma possono subire inibizione di catalisi. Il problema si presenta quando il silicone resta appiccicoso, non catalizza sulla superficie o rimane parzialmente morbido a contatto con certi materiali. Possibili inibitori sono composti contenenti zolfo, ammine, stagno, alcuni residui di solventi, certi nastri adesivi, plastiline solforate, lattice/gomma naturale, alcuni primer, superfici trattate e materiali non perfettamente compatibili. Per questo è sempre utile fare una piccola prova di catalisi sul modello prima di colare o spennellare tutta la gomma.
Il terzo criterio è la resistenza meccanica. Se lo stampo deve essere aperto molte volte, se il pezzo ha sottosquadri o se il materiale di colata richiede sformature energiche, conviene scegliere una gomma con buona resistenza alla lacerazione e adeguata elasticità. Se invece si tratta di un calco semplice, senza sottosquadri e destinato a poche copie, una gomma più economica o meno performante può essere sufficiente.
Percorsi consigliati e prodotti collegati
La scelta della gomma siliconica è solo una parte del lavoro. Uno stampo riuscito richiede anche corretta preparazione del modello, distaccante adatto, eventuale controstampo, materiale di colata compatibile e strumenti per miscelare, degasare, colare o applicare la gomma.
- Gomme di policondensazione per stampi artistici, calchi tecnici e applicazioni versatili con catalizzatore a stagno.
- Gomme di poliaddizione per lavori più precisi, minore ritiro e stampi ad alte prestazioni.
- Catalizzatori, addensanti e additivi per modificare tempo di presa, consistenza e applicazione della gomma.
- Distaccanti per evitare adesioni indesiderate tra modello, gomma e materiale di colata.
- Resine per ottenere positivi resistenti, leggeri o strutturali dagli stampi siliconici.
- Poliuretani quando servono gomme, resine o schiume per copie tecniche e parti leggere.
- Gessi e resine all’acqua per colate, modelli, copie decorative e oggetti finiti con buona resa del dettaglio.
- Life casting per calchi anatomici, alginati, materiali skin-safe e applicazioni su corpo.
- Modellazione per preparare il master, correggere dettagli, creare argini e definire piani di divisione.
- Attrezzature per pesare, miscelare, applicare, contenere e controllare gomma e materiali di colata.
- Coloranti per silicone quando è utile colorare la gomma, distinguere strati o ottenere effetti specifici negli SFX.
Prima di scegliere una gomma conviene chiedersi che tipo di stampo si vuole ottenere: stampo a blocco, stampo a pelle, stampo bivalva, stampo per resina, stampo per gesso, stampo per cera, calco anatomico o stampo per effetti speciali. La stessa gomma può essere ottima in un caso e poco adatta in un altro.
Trucchi del mestiere ed errori da evitare
La maggior parte degli errori con le gomme siliconiche nasce da una scelta sbagliata prima ancora della miscelazione: gomma troppo tenera per un pezzo complesso, gomma troppo liquida su verticale, poliaddizione colata su un materiale inibente, distaccante non compatibile o modello poroso non sigillato.
- Trucco del mestiere: per la poliaddizione fare sempre una piccola prova di catalisi sul materiale reale del modello, soprattutto se ci sono plastiline, resine, vernici, colle, nastri, lattice o superfici trattate.
- Errore da evitare: scegliere la gomma solo in base alla durezza Shore. La resistenza alla lacerazione, la viscosità e il tempo di lavoro spesso contano di più.
- Consiglio pratico: su dettagli molto fini una gomma fluida entra meglio nelle texture, ma può richiedere degasaggio o colata lenta per evitare bolle.
- Trucco del mestiere: per uno stampo a pelle conviene partire con un primo strato sottile e molto accurato sul dettaglio, poi rinforzare con strati addensati.
- Errore da evitare: usare una gomma a bassa resistenza alla lacerazione su sottosquadri profondi o parti aggettanti: lo stampo può strapparsi nelle prime sformature.
- Consiglio per principianti: se il modello è semplice, iniziare con uno stampo a blocco permette di capire meglio dosaggio, catalisi, bolle e tempi senza complicare il lavoro.
- Trucco tecnico: una gomma tissotropica non sostituisce sempre il controstampo: se lo stampo deve mantenere una forma precisa, serve comunque una madreforma rigida o semirigida.
- Errore da evitare: sottovalutare il catalizzatore delle gomme a condensazione: va dosato correttamente e gestito con le stesse attenzioni di un prodotto chimico tecnico.
- Consiglio operativo: quando si colano resine aggressive o poliuretani, verificare se serve distaccante per preservare la vita dello stampo.
Domande frequenti sulle gomme siliconiche
Che differenza c’è tra gomma siliconica di policondensazione e poliaddizione?
La policondensazione è spesso più pratica ed economica, ma usa catalizzatori a base di stagno e può avere più ritiro nel tempo. La poliaddizione è più precisa e stabile, ma è più sensibile agli inibitori di catalisi.
Perché una gomma di poliaddizione resta appiccicosa sul modello?
Spesso dipende da inibizione: alcuni materiali o residui impediscono al platino di catalizzare correttamente. Prima di colare tutto lo stampo conviene fare una piccola prova sulla stessa superficie.
Quando serve una gomma ad alta resistenza alla lacerazione?
Serve quando il modello ha sottosquadri, rilievi profondi, dettagli fragili o quando lo stampo dovrà essere usato molte volte. Riduce il rischio di strappi durante la sformatura.
Meglio una gomma liquida o una gomma in pasta?
Dipende dal lavoro. La gomma liquida è adatta a colate e stampi a blocco; la pasta o la gomma addensata è più comoda per impronte rapide, superfici verticali, dettagli localizzati e stampi a pelle.
Il catalizzatore a base di stagno è un problema?
Non va demonizzato, ma va trattato con attenzione. È un prodotto chimico tecnico: servono dosaggio corretto, guanti, ambiente ventilato e lettura della scheda di sicurezza prima dell’uso.

Domande e risposte su GOMME SILICONICHE
Hai dubbi o domande su questa categoria? Le risposte dello staff vengono pubblicate qui.
Buongiorno,
la differenza non è nella durezza ma nella resistenza alla lacerazione.
AL – alta resistenza: lo stampo dura molto di più e regge anche modelli con sottosquadri. Da qui il costo maggiore.
BL – bassa resistenza: meno riproduzioni ottenibili, indicata per modelli semplici senza sottosquadri.
In pratica: AL se servono molti pezzi o la forma è complessa, BL se sono poche copie su forme lineari.
Con il caldo è normale che i tempi di lavorazione delle gomme siliconiche si accorcino. Nel caso della Gomma siliconica Body25 per calchi anatomici , se la temperatura ambiente è alta, il prodotto può catalizzare più velocemente e lasciare meno tempo per applicarlo con calma.Per rallentare leggermente la reazione, può conservare i componenti in frigorifero prima dell’uso, senza congelarli. In questo modo la massa parte da una temperatura più bassa e il tempo utile di lavorazione può aumentare. È importante però richiudere bene i contenitori e non contaminare i componenti.
Sì, è possibile utilizzare una gomma siliconica liquida all’interno di uno stampo rigido in gesso, ma è importante precisare che non si tratta del rotocasting classico. Normalmente, infatti, nel rotocasting si usa una resina da far ruotare dentro uno stampo in gomma siliconica. In questo caso, invece, il procedimento è diverso: si fa ruotare una gomma siliconica liquida dentro uno stampo rigido in gesso per ottenere un positivo o “guanto” in silicone.
È una lavorazione possibile, ma va considerata sperimentale e richiede alcune attenzioni. Lo stampo in gesso deve essere perfettamente asciutto, pulito, sigillato e trattato con un distaccante adeguato, perché il gesso è poroso e potrebbe trattenere il silicone o rendere difficile la sformatura. Se lo stampo è composto da due valve, queste vanno chiuse, allineate e sigillate prima della colata; il silicone va poi inserito dall’apertura disponibile, e distribuito ruotando lentamente lo stampo. Per questo tipo di applicazione consigliamo di valutare gomme siliconiche di poliaddizione, come PA20 o PA30. La PA20 è una buona prima scelta quando si cerca una gomma fluida, con tempo di lavorazione abbastanza lungo e ritiro molto basso. La PA30 può essere preferibile se si desidera ottenere un guanto più sostenuto e meno morbido. La PA10 può essere valutata solo se serve maggiore elasticità, ma se dovesse usare il guanto per realizzare altri stampi in gesso può risultare troppo morbida. È importante anche considerare lo spessore finale: se il guanto in silicone viene troppo sottile, potrebbe deformarsi quando verrà usato per creare un nuovo stampo in gesso. Per questo è consigliabile ottenere uno spessore sufficiente, ad esempio tramite più passaggi, e prevedere un sostegno interno durante la colata del gesso, così da mantenere corretta la geometria.
Restiamo a sua disposizione, per approfondire e inquadrare meglio la problematica ci scriva a
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