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Vendita on line Triammonio citrato

Triammonio citrato

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DESCRIZIONE DEL TRIAMMONIO CITRATO

Il Triammonio Citrato (Ammonio citrato tribasico anidro) è un sale cristallino incolore, altamente solubile in acqua e con azione chelante debole. Viene impiegato nel restauro come agente di pulitura delicato e selettivo, capace di rimuovere depositi e sostanze alterate senza intaccare i materiali originali.

Rispetto ad altri chelanti più aggressivi, come l’EDTA, il Triammonio Citrato è più blando e sicuro sulle superfici sensibili di opere policrome, dipinti, affreschi e tessili storici. È inoltre un ingrediente fondamentale della saliva sintetica, formulazione largamente utilizzata nei protocolli di conservazione per simulare la saliva naturale e permettere puliture estremamente controllate.
Impieghi principali del Triammonio Citrato

  • Pulitura controllata di opere policrome: rimozione dello sporco superficiale in soluzioni allo 0,1–1%, applicato con tamponcini o sistemi gelificati.
  • Trattamento di vernici naturali ossidate: indicato per resine come Dammar e Mastice, con azione graduale e selettiva.
  • Rimozione di strati proteici invecchiati: colle animali, caseina, uovo, grazie al sequestramento dei cationi metallici legati alle proteine.
  • Componente della saliva sintetica: base di molte formulazioni usate per la pulitura controllata in conservazione.
  • Uso in sistemi addensati: con Klucel G (4–5%) per interventi localizzati e maggiore controllo dell’azione.
  • In sinergia con tensioattivi: (Tween 20, Brij 35 allo 0,5–1%) per migliorare bagnabilità ed emulsionamento su superfici difficili.

Caratteristiche chimico-fisiche del Triammonio Citrato

  • Formula chimica: C6H17N3O7
  • Peso molecolare: 243,22 g/mol
  • Aspetto: solido cristallino incolore, igroscopico
  • Odore: caratteristico
  • Purezza: ≥ 97%
  • pH (soluzione al 5%): 6,0 – 7,5 (a 20 °C)
  • Solubilità: completamente solubile in acqua

 

NOCIVOClassificazione secondo il regolamento (CE) N. 1272/2008 [CLP] Irritazione oculare, categoria 2 H319 Provoca grave irritazione oculare. Irritazione cutanea, categoria 2 H315 Provoca irritazione cutanea. Tossicità specifica per organi bersaglio - esposizione singola, categoria 3. Indicazioni di pericolo: H319 Provoca grave irritazione oculare. H315 Provoca irritazione cutanea. H335 Può irritare le vie respiratorie.. Consigli di prudenza: P264 Lavare accuratamente . . . dopo l’uso. P280 Indossare guanti protettivi e proteggere gli occhi / il viso. P304+P340 IN CASO DI INALAZIONE: trasportare l'infortunato all’aria aperta e mantenerlo a riposo in posizione che favorisca la respirazione. P312 Contattare un CENTRO ANTIVELENI / un medico / . . . / in caso di malessere. P403+P233 Tenere il recipiente ben chiuso e in luogo ben ventilato. Contiene: AMMONIO CITRATO TRIBASICO.

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Triammonio citrato

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MODALITA' D'USO DEL TRIAMMONIO CITRATO

Il Triammonio Citrato è il chelante “gentile” per puliture selettive e controllate su superfici sensibili (policromie, affreschi, vernici naturali ossidate). È altamente solubile in acqua e può essere usato da solo o in sistemi gelificati e con tensioattivi non ionici per aumentare controllo e bagnabilità. Risulta più blando dell’EDTA, riducendo i rischi sui materiali originali quando serve la massima delicatezza.

Preparazione della soluzione

  • Usare acqua deionizzata. Preparare soluzioni in acqua alle concentrazioni 0,1–0,2% fino all’1%, in funzione della sensibilità del manufatto.
    Esempio 1%: 1 g in 100 ml (oppure 10 g in 1 L).

Applicazione per pulitura superficiale

  • Applicare su piccole aree con tamponcino di cotone (o supporti morbidi), procedendo per tempi di contatto brevi e ripetuti con controllo visivo.
  • Risciacquo obbligatorio: al termine, rimuovere i residui con tamponcini inumiditi di acqua demineralizzata.

Vernici naturali ossidate (Dammar, Mastice)

  • Impiegare fino all’1%; su vernici invecchiate operare in soluzione tampone leggermente acida (pH 5–6) per limitare rigonfiamento/alterazione.

Strati proteici invecchiati

  • Efficace su colla animale, caseina, uovo: il TAC favorisce rigonfiamento/solubilizzazione sequestrando i cationi metallici legati alle proteine.

Sistemi addensati (gel)

  • Per localizzare l’azione o prolungare il contatto, addensare con Klucel G al 4–5% e rimuovere completamente il gel a fine lavoro prima del risciacquo.

Migliorare bagnabilità ed emulsionamento

  • È possibile aggiungere tensioattivi non ionici (es. Tween 20 o Brij 35) in piccole quantità 0,5–1%.

Avvertenze di compatibilità

  • Evitare concentrazioni eccessive: aumentano forza ionica e capacità chelante, con possibili interazioni su pigmenti o saponi metallici da preservare.
  • Il potere chelante aumenta con il pH: su superfici sensibili preferire condizioni neutre/leggermente acide. Eseguire sempre test preliminari in zona nascosta.

Sicurezza e conservazione

  • Irritante in polvere: usare occhiali, guanti e mascherina P3; lavorare in ambiente aerato.
  • Igroscopico: conservare ben chiuso in luogo asciutto.

 

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